La buona filosofia - Ontologismi IV

"La buona filosofia finisce sempre e solo nell'atteggiamento mistico, mentre il mistico genuino ha già dimenticato ogni filosofia".

[Ontologismi IV]

La chiave è questa - Ontologismi IV

La chiave è questa: ripetersi ogni giorno che solo il singolo come Singolo sta in rapporto assoluto con l'Assoluto. Ogni giorno. Dimenticando la presunzione di aver davvero capito, se prima non avrai confessato di aver vissuto. Io sono qui. Non ho capito. Ma voglio capire. E lo confesso: sì, ho vissuto.

[Ontologismi IV]

Non sono d'accordo. - Ontologismi IV

Non sono d'accordo

Non son d'accordo mai - con nessuno
solo qualche strambo dei tempi che furono
mi piace assai /
solo pochi - pochissimi
mi piacciono.
Per lo più - a loro modo
eretici.
Stupidi peccatori:
come me.
Non vado d'accordo
con nessuno.
Questa è la verità.
Anche con me stesso ho litigato,
da sempre.
Non voglio bene a nessuno
davvero:
altrimenti tutti sarebbero a cena da me -
stasera.
Non ho meriti, in effetti.
Però amo te - Signore, e sono in ginocchio
di fronte alla tua Madre lucente:
ed è per questo che ti prego così:
fammi crescere nell'amore.
Fa' di me quell'accidente che vuoi.
Voglio essere come un fedele cagnetto
che risponde a comando.
Fino a servire l'ultimo
quello là in fondo alla fila
oppure fino a voler lavare i piedi
al primo della lista
quello che tutti ammirano
quello che prenderei
a sberle in faccia.
Dammi ti prego
l'intelligenza
o almeno l'intuito
per capire cosa devo fare
come lo devo fare
con chi lo devo fare
per chi lo devo fare
quando lo devo fare
per quanto lo devo fare.
Così sia.

[Ontologismi IV]

Omne quod recipitur ad modum recipientis recipitur.

Lunedì 8 luglio 2013

Ripensare, insieme con Gustavo Bontadini, la struttura metafisica dell'esperienza umana (appunti)

4. Dunque vita e pensiero filosofici rivelano, per specifica struttura, l'ambiguità costitutiva della valenza interpretativa di pensiero, parola e conoscere umani, "espressivi", da una parte, della persona del soggetto intenzionante, e "rivelativi", dall'altra, della natura dell'oggetto intenzionato.
Allora, nel conoscere umano, nessun oggetto senza soggetto e nessun soggetto senza oggetto, per la reciproca convertibilità intenzionale intelletto/realtà, onde la mente va all'ente e l'ente a sua volta le viene in mente, secondo l'iniziale modalità conoscitiva per cui: "omne quod recipitur ad modum recipientis recipitur", tutto ciò che è recepito, è recepito secondo il recipiente.

Una conchiglia a caso. - Ontologismi IV

Una conchiglia a caso.

Raccolgo una conchiglia qualsiasi. Prima avevo tra le mani il guscio di un Paguro Bernardo, ma forse dentro c'era ancora il paguro e l'ho ributtata in male. A parte che il caso non esiste, mi chiedo quale forza casuale avrebbe mai indovinato forme così semplicemente perfette e bella di una bellezza che trascende qualsiasi curva umana.
Che si ripete da milioni di anni, identica.

Nessun caso mi spiega perchè ci sono i pesci nel mare, o i gabbiani nel cielo: non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere.

[Ontologismi IV]

Due coppie di olandesi a cena di fianco a noi. - Ontologismi IV

Due coppie di olandesi a cena di fianco a noi.
Firmati. Una delle due signore vistoso Rolex in oro massiccio - sicuramente un regalo, visto che è fuori moda. L'altra, bellissima (la classica bionda nordica da 180 cm senza tacchi, per intenterci), ride sguaiatamente e di gusto. Ridono tutti, si capisce benissimo, dell'italiano servizio turistico-alberghiero. Se non addirittura un po' oltre, ma non m'azzardo: l'olandese non è il mio forte. Occhiate terribili, soprattutto dai mariti gelosi. Non possono saperlo: inutilmente gelosi.
Rido anch'io.
Sono quelli che poi si fanno fregare dal genio napoletano del gioco delle tre carte qui a fianco, a 50 mt dall'albergo.

Buffoni.

Ontologismi IV

Lo scopritore del palindromo

Lo scopritore del palindromo

Il palindromo (dal greco antico πάλιν "di nuovo" e δρóμος "percorso", col significato "che può essere percorso in entrambi i sensi") è una sequenza di caratteri che, letta a rovescio, rimane identica. Il concetto si riferisce principalmente a parole, frasi e numeri. Secondo una leggenda l'inventore e il primo virtuoso del genere sarebbe stato il poeta greco Sotade, vissuto ad Alessandria d'Egitto nel III secolo.